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Risparmio energetico con il climatizzatore: 10 consigli pratici

Coppia rilassata sul divano di casa con climatizzatore acceso, mentre in primo piano una mano tiene uno smartphone con un'app per il controllo della temperatura e il risparmio energetico

Emmemedia Marketing |

D'estate il climatizzatore è la prima voce che fa salire la bolletta. Ma quanto pesa davvero dipende molto meno dal modello e molto più da come lo usi. Stessa macchina, stessa stanza: tra chi sa gestirla e chi no, la differenza a fine stagione può essere notevole.

Per fortuna, ridurre i consumi non richiede interventi costosi. Bastano alcune abitudini, quasi tutte a costo zero. Qui trovi i 10 consigli pratici più efficaci per ridurre i consumi senza rinunciare al fresco, molti arrivano direttamente dalle raccomandazioni dell'ENEA, l'agenzia nazionale per l'energia.

1. Imposta la temperatura giusta: 24–26 °C

È il consiglio più importante di tutti, e anche il più ignorato. La tentazione, quando si rientra accaldati, è di portare il climatizzatore a 20 gradi sperando di rinfrescare prima. Non funziona così, e costa caro.

L'ENEA raccomanda di tenere il termostato tra i 24 e i 26 °C in estate. Ogni grado in meno infatti, fa aumentare i consumi di circa il 6–8%. Significa che passare da 26 a 22 gradi può far lievitare la spesa del 25-30%, per di più con il rischio di prendersi un malanno per lo sbalzo termico. La differenza ideale con l'esterno è di circa 6-7 gradi. A 26 °C si sta bene e si spende molto meno.

2. Usa la modalità notte (sleep)

Di notte la temperatura corporea cala, e il bisogno di fresco diminuisce. La modalità notte o "sleep" sfrutta esattamente questo: alza gradualmente la temperatura impostata mentre dormi, seguendo il calo naturale del corpo.

Il risultato è doppio. Dormi meglio, senza il getto freddo addosso alle quattro del mattino, e il climatizzatore lavora di meno proprio nelle ore in cui non serve la piena potenza. È una di quelle funzioni che quasi tutti hanno e quasi nessuno usa.

3. Sfrutta la deumidificazione nelle giornate afose

Spesso il problema non è il caldo in sé, ma l'umidità. In quelle giornate appiccicose ma non torride, la modalità deumidificazione (DRY) è la scelta migliore.

Toglie l'umidità dall'aria facendoti sentire più fresco, ma consuma meno della modalità raffreddamento piena, perché il compressore lavora a cicli ridotti. Quando fuori non ci sono 35 gradi ma l'aria è pesante, prova la DRY prima di sparare il freddo al massimo. Il comfort migliora e la bolletta ringrazia.

4. Non spegnerlo e riaccenderlo di continuo

Questo è il mito da sfatare. Molti spengono il climatizzatore appena la stanza è fresca, convinti di risparmiare, per poi riaccenderlo poco dopo. Con i climatizzatori inverter di oggi è controproducente.

L'inverter è progettato per mantenere una temperatura costante modulando la potenza al minimo. Ogni riavvio, invece, lo costringe a ripartire a piena potenza per riportare la stanza in temperatura, ed è proprio in quei momenti che consuma di più. Se entri ed esci dalla stanza nell'arco di poco tempo, conviene lasciarlo acceso su una temperatura sensata piuttosto che spegnerlo e riaccenderlo in continuazione.

5. Tieni chiuse porte e finestre (e schermate dal sole)

Sembra ovvio, ma è uno degli sprechi più comuni. Raffreddare una stanza con la finestra socchiusa è come riempire d'acqua un secchio bucato: il climatizzatore lavora a vuoto e non arriva mai alla temperatura.

Durante l'uso, porte e finestre chiuse. E già che ci sei, abbassa tapparelle o tende nelle ore di sole diretto: una stanza schermata si scalda molto meno e il climatizzatore fa metà della fatica. La sera, quando l'aria esterna si rinfresca, spegnere e arieggiare è spesso meglio che insistere con la macchina.

6. Pulisci i filtri con regolarità

Questo consiglio vale soldi veri. I filtri intasati di polvere bloccano il flusso d'aria e costringono il climatizzatore a lavorare sotto sforzo. Secondo l'ENEA, un impianto trascurato può arrivare a consumare fino al 30% in più rispetto ai valori di fabbrica.

In più c'è una questione di salute: nei filtri sporchi si annidano muffe e batteri, e respirare quell'aria tutti i giorni non è il massimo. Pulire i filtri dell'unità interna è un'operazione semplice, da fare ogni due-quattro settimane nei periodi di uso intenso. Dieci minuti che si traducono in meno consumi e aria più pulita.

7. Non saltare la manutenzione periodica

Oltre alla pulizia fai-da-te dei filtri, l'impianto ha bisogno di un controllo periodico da parte di un tecnico. La verifica del gas refrigerante, in particolare, è importante: un circuito che perde fa rendere meno la macchina e alza i consumi senza che te ne accorga.

Una manutenzione regolare mantiene il climatizzatore efficiente nel tempo e ne allunga la vita. È una piccola spesa che si ripaga, sia in bolletta sia evitando guasti più costosi più avanti.

8. Parti da un dimensionamento corretto

Un climatizzatore della potenza sbagliata consuma più del dovuto, per definizione. Se è sottodimensionato gira sempre al massimo senza mai farcela; se è sovradimensionato si accende e si spegne di continuo, sprecando energia a ogni riavvio.

Per questo la scelta dei BTU giusti, fatta in fase di acquisto, è già di per sé un grande consiglio di risparmio. Se hai dubbi sulla potenza adatta alla tua stanza, abbiamo preparato una guida dedicata con tabella e fattori da considerare: quanti BTU servono per ogni stanza.

9. Punta su una classe energetica alta

Se stai per acquistare, la classe energetica è l'investimento che incide di più sui consumi futuri. Sempre secondo l'ENEA, un modello in classe A+++ consuma fino al 40% in meno rispetto a uno in classe B, a parità di prestazioni.

Tradotto in pratica: un climatizzatore efficiente costa qualcosa in più all'acquisto, ma se lo usi molte ore al giorno la differenza rientra nel giro di poche stagioni. Contano anche i valori di SEER e SCOP, i due indici che misurano l'efficienza reale in raffrescamento e riscaldamento, più sono alti, meno spendi. Tra i modelli efficienti su Worldclima ne trovi diversi in doppia classe A+++.

10. Programma accensione e spegnimento

L'ultima abitudine intelligente è usare il climatizzatore solo quando serve davvero. Le funzioni timer e Wi-Fi servono esattamente a questo: puoi impostare lo spegnimento automatico dopo esserti addormentato, o accendere la macchina dallo smartphone poco prima di rientrare invece di lasciarla andare tutto il giorno a casa vuota.

Tenere il climatizzatore acceso "per trovarlo fresco" quando non c'è nessuno è uno degli sprechi più silenziosi e costosi. Programmarlo bene significa pagare solo per il fresco che usi.

Quanto si può risparmiare, in concreto

Mettendo insieme questi accorgimenti, il risparmio non è teorico. Un climatizzatore consuma in media tra 0,3 e 1 kWh all'ora a seconda di potenza ed efficienza, e su un'intera estate la bolletta può variare parecchio in base a come lo gestisci. Tra usarlo a 22 gradi con i filtri sporchi e usarlo a 26 con manutenzione in regola, la differenza a fine stagione si misura in decine di euro, a volte di più.

Nessuno di questi consigli richiede sacrifici. Si tratta solo di usare il climatizzatore con un po' di testa, ottenendo lo stesso comfort con meno consumi. E se è arrivato il momento di cambiare il vecchio apparecchio, partire da un modello efficiente è il modo migliore per spendere meno fin dal primo giorno.

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